Borse mondiali e Corona Virus: effetti a breve e a lungo termine

Dal mese di Dicembre ad oggi, il Coronavirus ha visto una larga espansione in molteplici paesi, arrivando fino agli Stati Uniti. Il virus, che ha avuto origine a Wuhan, ha avuto un’ampia diffusione, raggiungendo tassi di mortalità di un certo rilievo ed innumerevoli casi di contagio. Gli effetti sono molteplici:

Economia e Coronavirus: una convivenza impossibile

Gli effetti prodotti dal Coronavirus, dal punto di vista economico, sono tra i più disparati, e ciascuno di essi ha una risonanza più o meno forte sull’economia. Il danno può essere sia diretto che indiretto. Si parla di danno diretto perchè, per garantire il corretto arginamento di quest’epidemia, è necessario investire maggiormente sui macchinari sanitari e sul personale medico, provocando così una lesione non indifferente all’economia.

Contrariamente, invece, si parla di danno indiretto poiché a causa del virus si abbassa la produttività, portando così alla chiusura di negozi, attività commerciali, e ad una scarsa presenza di richiesta in ambito lavorativo. Tutti questi fattori, sommati insieme, vanno a costituire un vero e proprio danno al tessuto economico del paese, andando a paralizzare un asse produttivo che costituisce la colonna vertebrale sia dal punto di vista nazionale che internazionale. Ma il coronavirus non solo colpisce le produzioni circoscritte nell’ambito del territorio nazionale od europeo; al contrario questa pandemia arreca un danno su scala mondiale, andando a ledere irrimediabilmente le borse mondiali.

Borse mondiali: cosa sta succedendo

A causa della paralisi configuratasi dopo la preoccupante diffusione del coronavirus, l’economia mondiale ha subìto una brusca frenata: da un punto di vista generale, dopo una serie di osservazioni, si è evinto che il Pil mondiale ha registrato un calo corrispondente allo 0,3%. I paesi che maggiormente risentiranno di questo pesante calo sono sicuramente quelli asiatici: Hong Kong dovrebbe subìre un calo prossimo al -1,2%, Giappone -0,3% e Corea del Sud -0,5%. Stime che sicuramente destano non poca preoccupazione, tenendo conto del fatto che la sola economia cinese costituisce ben l’1/3 dell’economia globale.

Tuttavia, è doveroso notare come queste cifre siano ancora da definire: restano infatti alcune incognite la cui definizione è ancora da stabilire. Nell’ambito Europeo, invece, si attende una crescita relativa dell’1,2%; tuttavia l’Italia pare che resti ancorata allo 0,6%, non mostrando quindi segni di ripresa, e restando pertanto al di sotto degli obiettivi di Governo. E’ un dato sicuramente preoccupante per l’Italia. Tuttavia non costituisce una sorpresa: a causa del coronavirus, infatti, viene a mancare un dato che costituisce la colonna vertebrale per l’economia italiana: il turism

Anche il petrolio è in calo

Un drastico calo che si attesta sui trecentomila barili al giorno, a fronte del milione di barili che quotidianamente vengono prodotti. Questo calo si traduce come una risposta quasi sintomatica: a causa della diminuzione dei voli, infatti, la produzione di petrolio destinato ai combustibili per aerei ha subìto una brusca frenata.